Oltre la clinica

Oltre al lavoro clinico, dentro il mio studio, mi interesso di salute e malattia nei (e sopratutto dei) contesti sociali.

Insieme alla Rete Sostenibilità e Salute, al Gruppo di Lavoro dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte DUPP (Diritti Umani Psicologi Piemonte), la Rete di Psicoterapia Sociale del Piemonte e ad altri gruppi di colleghi e cittadini mi sto occupando attivamente di determinanti sociali della salute mentale, disuguaglianze sociali e di salute, di partecipazione e del rapporto tra la salute degli individui e i processi e strutture sociali, economiche e culturali.

Ma praticamente, quali sono alcune delle domande che guidano questo mio lavoro di ricerca ?

 

Il 28 Settembre 2018, insieme a SISST, Psicologi per i Popoli Torino ed ESPRI’, all’interno del convegno “Trauma, Oblio, Indifferenza, Percorsi della memoria e della narrazione ho delineato alcune delle relazioni esistenti tra Trauma psicologico e Diritti Umani, in particolare quelli che ho chiamato “traumi da abbandono” e “traumi da abuso” da parte delle istituzioni nei confronti dei cittadini.
Il medesimo giorno, ho avuto l’onore di introdurre la X° edizione del Psicologia Film Festival, discutendo insieme al pubblico le conseguenze psicologiche, per famiglie, individui e relazioni, dell’esposizione prolungata a condizioni materiali di deprivazione all’interno di società stratificate.

 

 

 

 

Il 2 Settembre 2018, insieme a Luca Negrogno dell’Associazione Insieme a noi, all’economista Enrico Giovannetti e allo psichiatra Gian Maria Galeazzi, ci siamo domandati quali siano le ricadute sulla qualità, sull’efficacia e sulla cultura dei servizi di alcune politiche economiche, sociali e sanitarie e delle disuguaglianze e come sia possibile, per i cittadini, costruire spazi condivisi in cui coltivare salute.

 

 

 

A Palermo, il 9 Giugno 2018, durante il XXII° Convegno Nazionale S.I.P.CO., la Società di Psicologia di Comunità, mi sono domandato se, a partire da alcune evidenze sui determinanti sociali della salute mentale e sui processi che stratificano la società creando malessere diffuso, è possibile proporre alcune soluzioni concrete, come professionisti e come cittadini, per evitare che la psicologia clinica diventi, come spesso accade, uno strumento di oppressione piuttosto che di liberazione, che alimenta, inconsapevolmente, meccanismi che producono divisioni ed esclusioni evitabili e dannose.

 

 

Insieme alla Rete Sostenibilità e Salute abbiamo redatto un documento in cui ci siamo domandati quali fossero le condizioni  dei servizi di salute mentale, le pratiche presenti e la cultura e dei modelli prevalenti all’interno delle istituzioni deputate a prendersi cura della salute dei cittadini quando deteriorata.
Abbiamo provato ad allargare l’analisi includendo variabili di tipo organizzativo, economico, clinico, epistemologico e culturale ma il quadro dentro cui si pone il nostro lavoro è più ampio. Per quanto cruciale, non è sufficiente rivolgere la propria attenzione al Servizio Sanitario Nazionale, senza prendere in considerazione i processi sociali all’interno di cui si situa, da cui è influenzato e che tende ad amplificare e riprodurre.
Qui è possibile leggere un breve lancio del documento riportato da Quotidiano Sanità e scaricare l’intero documento.

 

Martedì 10 Aprile 2018 al convegno organizzato dal Forum per la Salute Mentale di Brescia per ragionare di salute mentale a Brescia, in Lombardia e in Italia abbiamo discusso insieme a il Professor Vita direttore del DSMD dell’ASST Spedali civili di Brescia, il Dottor Barbato rappresentante del Forum per il diritto alla salute in Lombardia e il Professor D’Anza rappresentante del Forum Nazionale per la Salute Mentale ci siamo domandati quali fossero le ricadute sulla vita delle persone delle scelte politiche e delle riforme legislative inerenti alla salute mentale in Lobardia.

 

A marzo 2018 durante il  Corso di Formazione 2018 per soccorritori e psicologi delle squadre SPES sul primo aiuto psicologico in situazioni di emergenza, insieme a David Ruben Barbaglia, ci siamo domandati quale contributo, come psicologi, possiamo dare al lavoro con i migranti in un’ottica attenta ai diritti umani.

 

 

 

Con Stella Brancato, Guido Leonti e David Ruben Barbaglia, ci siamo domandati, per contribuire alla pubblicazione del Global Health Watch 5 a cura del People’s Health Movement, quali siano stati gli elementi che hanno contribuito alla creazione di una comunità sana, coesa e solidale a Casale Monferrato, dopo la tragedia Eternit.

 

 

 

 

 

 

 

Al Meeting Nazionale Rete Città Sane, ad Ottobre 2017, per presentare la traduzione italiana da me curata del documento, prodotto dall’OMS, sui Determinanti Sociali della Salute Mentale, mi sono domandato quanto la struttura ed i processi sociali, le disuguaglianze socio-economiche ed i diversi contesti di vita influenzino le condizioni di salute mentale di individui, famiglie e diversi gruppi sociali.

 

 

 

 

 

 

Insieme a Claudia Tufano e Chiara Tarantino ci siamo interrogati, al convegno internazionale “Modello Sistemico ed Esordio Psicotico”, nel Settembre 2017, quali fossero le criticità e i punti di forza nel lavoro con dell’approccio dellOpen Dialogue a cui ci siamo formati.

 

 

Il 21 Maggio 2017, alla rassegna ” Non è vero ma ci credo: Dialoghi sulla post-verità” organizzata dallo Psicologia Film Festival, insieme ad Adriano Zamperini, abbiamo approfondito il legame esistente tra il sapere e il potere e le modalità tramite cui le politiche dello stato possono produrre la percezione di maggior o minor salute e senso di  sicurezza nei cittadini.